Incel: Celibi Involontari....



Il termine Incel, è stato coniato da una studentessa canadese, nota con il soprannome Alana che creò, negli anni novanta, un sito dedicato agli Incel cioè i celibi involontari.

Inizialmente tale termine non era legato a nessuna ideologia o connotazione politica. Con il tempo, il web si è arricchito di forum e gruppi sull’argomento e spiegazioni sul fenomeno che esalta la disuguaglianza tra uomo e donna a discapito dell’uomo che rimarrebbe celibe involontario cioè Incel, nonostante desideri un rapporto ma si sentirebbe rifiutato perché poco attraente. Del suo destino incolpa le donne e la società, spiegando tutto con attribuzioni esterne e non interne a Se’. Alcuni Incel che frequentano social e forum online seguono due teorie di riferimento: una è la teoria LMS (Look, Money, Status) che definisce l’attrazione romantica e/o sessuale tra uomo e donna derivante dalla bellezza fisica, denaro e fama sociale.

Chi si affilia a questa teoria ritiene che un individuo possa essere lasciato per una persona con valore LMS maggiore. L’altra la teoria Redpill. Incel e Redpill non sono sinonimi. Il termine Redpill cioè pillola rossa, deriva dal celebre film del 1999 Matrix, oggi utilizzato come metafora per definire una verità scomoda opposta alla Bluepill cioè pillola blu che sarebbe una bugia rassicurante.

Il redpillato sarebbe quello in grado di considerare le relazioni umane in modo oggettivo ed obiettivo, per come sono, al di là di come appaiono. Ritiene di saper ragionare su argomenti che, ancora oggi, sono considerati scomodi e sui quali cade il silenzio. La teoria Redpill vede uomini e donne differenti per biologia e criteri di selezione sessuale e questo determinerebbe opportunità differenti; le donne ne risulterebbero avvantaggiate. Viene criticata la società occidentale con la liberalizzazione sessuale che avrebbe determinato donne più selettive degli uomini, quindi con maggior potere. Quest’ultime si rivolgerebbero a uomini con LMS più alto, escludendo quelli con LMS minore.

I seguaci della teoria della Redpill rivendicano il diritto ad una vita affettiva e sessuale che garantisca loro benessere psicofisico, quindi gli Incel si sentono come una categoria oppressa, non riconosciuta e intessono dibattiti sui social.

In rete, alcuni di loro, propongono soluzioni che siano istituzionalizzate come la legalizzazione della prostituzione o il ritorno ad una società patriarcale che riesca a garantire il “diritto” di ogni uomo ad avere una donna!

Sembra che gli Incel siano contro la psicologia moderna perché la vedono come un palliativo rispetto agli squilibri sociali ed interpersonali e si sentono vittime e non attori attivi di una società che vedono come sbilanciata e non favorevole.

Ma non tutto è così schematico e definibile da una sola prospettiva, infatti ci sono uomini che si definiscono Incel pur essendo sposati perché non si sentono parte della coppia, non ritengono di vivere un legame affettivo ne’ sessuale.

Ma chi si definisce Incel è proprio una persona che si sente costretta al celibato o lo ha scelto volontariamente?

La relazione di coppia è continua pazienza, mediazione tra le volontà proprie ed altrui.

Incontro giovani pazienti che mi dicono che vorrebbero avere una relazione ma poi sono quelli che frequentano sempre lo stesso gruppo, se incontrano una ragazza nuova, non sono intraprendenti, temono il rifiuto, aspettano che lei faccia il primo passo; non sempre questo avviene se è lo stesso pensiero della ragazza.

La relazione di coppia è basata sul potere di uno sull’altro? Spero sia, per i più, una danza a due, non qualcosa di schematico, senza equilibrio e rigido.

Il redpillato ritiene, davvero, di avere capito tutto dei rapporti umani, della società in ogni suo aspetto?

Considerando che, con questa percezione, vive in solitudine ed è insoddisfatto, non sarebbe auspicabile che cambi prospettiva?

È proprio il caso di utilizzare un unica lente per vedere la realtà? Se indossiamo occhiali da sole possiamo utilizzare solo un tipo di lenti, ma ci sono anche le grigie, verde scuro, rosse ed arancioni, marroni, gialle, ambra, viola, ramate, blu; che ci daranno una visione totalmente differente!

Forse sarebbe il caso di non indossare solo un tipo di lenti ma scoprire la visione con gli tutti gli altri colori, per poi scegliere la visuale congeniale!

La realtà, è poliedrica e policromatica, non è unica, ha aspetti oggettivi altri soggettivi e di significato personale e se si è insoddisfatti e soli qualcosa andrebbe modificato in se stessi per relazionarsi meglio con gli altri...



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