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Amore Tecnoliquido

ARCHIVIO

 

Inconsistenze...

dei rapporti personali

Siamo nell’era Tecnoliquida, dalla velocità estenuante, ogni cosa sfugge e scivola dalle mani, senza che si riesca a fermarla, per un tempo sufficiente, perché poi, se ne abbia memoria.
Il lockdown, sembrava, aver rallentato l’incessante divenire, ma è stata, solo, una fugace impressione.
Il tempo è solo scivolato, in una dimensione strana, surreale, irreale.
Tutto quello che era mesi fa, oggi e domani non sarà più.
Nuove sensazioni e percezioni da rielaborare, mentalizzare, ex novo.
Le persone sono passate accanto a noi, alcune le abbiamo notate, di altre non abbiamo memoria.
Cosa ha reso naturale l’oblio?
Mi riferisco alle persone che sono orbitate nella sfera personale, senza aver lasciato, apparentemente, nessuna scia.
Ma non è così: basta un elemento, un particolare, perché si riaccenda una memoria remota sopita.
Mi piace pensare che, a differenza di Pollicino che segnava il suo cammino, per tornare a casa, con le briciole di pane che andavano perse; noi, in una versione più evoluta e meno irreale, possiamo tracciare la strada verso l’altro, con ciottoli che ci guidino nel percorso e che, rimangono visibili anche quando, saranno illuminati da una flebile Luna...

 

La didattica a distanza

DAD

La didattica a distanza non è una novità ma parte della didattica innovativa e della innovazione scolastica. Con la sospensione della attività didattica in aula, in presenza, quella online è divenuta l'unica modalità possibile e non sappiamo ancora per quanto tempo. In questi due mesi gli alunni, i docenti, le famiglie si sono e si stanno cimentando con modalità completamente nuove. Molte le scuole già innovative con LIM di ultima generazione nelle aule;  ancora tante, quelle con solo lavagne di ardesia, quelle classiche con gesso e cancellino. L'emergenza sanitaria ha portato piccoli e grandi a modificare la navigazione che, da saltuaria, è divenuta immersiva e continuativa.  Le polemiche sono molte, le leggiamo sui social, ad oggi è l'unica modalità possibile per incontrare e vivere gli alunni in questo ultimo mese di scuola. Un sospiro di sollievo, per alcuni genitori, che contano i giorni che porteranno al suono di una campanella virtuale, che, decreterà la fine delle lezioni. Grande nostalgia, commozione, un pò di tristezza per quei bambini e quei docenti che finiranno un ciclo di scuola e si saluteranno in una modalità cosi differente da come l'aveva pensata, mesi fa.....Ogni mattina la videochiamata annuncia l'inizio delle lezioni, scandito, a volte, dal conto alla rovescia di qualche alunno che, attende la connessione dei docenti, ingannando il tempo con GIF e video come  conto alla rovescia per la connessione. Una lezione così differente perchè manca quella fisicità, quei gesti tridimensionali, cari ad ognuno. La gioia comunque di potersi almeno vedere, sentire la propria voce, fare esercitazioni insieme utilizzando una lavagna condivisa, a cui tutti possono accedere dalle loro case. Sono comprensibili le varie polemiche su questa modalità di lezione, eppure per chi le vive, rimane un ottimo modo per non perdere l'idea che l'altro, comunque sia, al di là di uno schermo c'è...

 
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DAD promossa o bocciata?

Didattica a distanza

Ma chi vuole una scuola a distanza per sempre? Quale famiglia? Quale alunno? Quale docente? Chi desidera rinunciare al suono della campanella che scandisce le ore di lezione, ai visi dei bambini assonnati ma felici di vedersi? Quale adulto ambisce a smettere di emozionarsi della loro gioia e di incoraggiarli quando si rattristano?

Nessuno!

 La scuola era impreparata a questa emergenza? Certamente! Ma chi era preparato? La DAD è stata un fallimento? Non credo! Sono emerse le criticità e molte cose saranno da affinare, via via che emergono ed emergeranno le possiamo modificare!

DAD promossa o bocciata? Leggo moltissimi articoli, post, quello che emerge è spesso, solo, l’indignazione per questa modalità di scuola: DAD bocciata! 

Ma la DAD è sembrata l’unica strada percorribile in un improvviso cambio totale di scenario! Un giorno in aula, quello successivo catapultati in un irreale, surreale, agghiacciante tempo-spazio congelato nel silenzio. Siamo passati dal cappotto alle maniche corte, era fine febbraio, oggi siamo a maggio, con la percezione di vivere sempre un fine settimana, con la voglia di assaporare tutti gli altri giorni. Come nel cartone animato, in cui i  personaggi sognano che sia sempre la Vigilia di Natale, per poi rivivere ogni risveglio con fatica estrema ed anelando ad un giorno nuovo, così i bambini e ragazzi mi raccontano che, inizialmente, non hanno compreso la gravità della chiusura, l’hanno salutata come festività donata, per poi capire, con il trascorrere dei giorni, che qualcosa di veramente grave stesse succedendo!

Ciò che stiamo vivendo non sono capricciose restrizioni da cercare di aggirare; sono, invece,  misure estreme, necessarie,  per cercare di rimanere VIVI!

Ma se, da docente, non posso vedere i miei bambini, non posso abbracciarli, non posso trascorrere con loro gli ultimi giorni di questa, che è per noi la quinta, ultimo anno insieme, perché non dovrei vedere la DAD come una opportunità?

Sono stati cancellati tutti gli eventi che scandiscono le nostre giornate, perché non dovrei cercare di inventarmi un modo diverso, creativo, intenso per fare sentire, la mia presenza e gustarmi la loro, sia pur a distanza?

Non eravamo formati, ci siamo affidati ai tutorial, ci siamo consultate tra di noi, cercando di  trovare sempre, ogni giorno, nuove soluzioni!

Non vanno bene? Questa non è didattica, non è scuola? Sicuramente non è quello che ci piace ed a cui siamo abituati. Tutto ciò che è estremo non è auspicabile: solo aula, solo virtualità sono agli estremi. Proviamo a pensare allo stesso scenario da Covid senza DAD, la scuola avrebbe chiuso le sue porte per riaprirle chissà quando. Molti acclamano alla non scuola, chiamiamola come vogliamo, esercitazioni a distanza? Relazioni a distanza? Sembra che la mente necessiti di definizioni che siano rassicuranti, conosciute. Vogliamo sapere che a settembre saremo in aula? Lo auspichiamo! A giugno lavoreremo per ideare delle modalità possibili. Con quello che c’è. La scuola era impreparata a tutto questo? Certo! Una realtà del genere poteva essere la trama del peggior film proiettato da un fantasioso regista. Dobbiamo e dovremo fare i conti con il trauma che sta creando tutto questo isolamento e questa solitudine imposta. Ci manca il contatto relazionale! Ci manca la gioia di essere spettatori di quell’insight improvviso che rende brillante, acuto e coerente ogni ragionamento dei nostri alunni! Con la DAD lo abbiamo in differita, minore, ma c'è! 

Qualcosa di nuovo emerge: la voglia di ancorarsi ai ricordi condivisi, ecco che qualcuno dice: " Maestra, ti ricordi quando…?". Certo! Mi ricordo e commento con loro, un tempo vissuto insieme giorno dopo giorno. Ed oggi vedo i loro visi che sono al di là dello schermo, tutto quello che manca lo colmo e lo colmiamo con il ricordo….

In tutto questo non me la sento di condannare la DAD: faticosa modalità per tutti, ma unica possibile!

DAD promossa con la sufficienza,  perché opportunità rispetto al nulla! 

 

L'amicizia e l'amore nella postmodernità tecnoliquida: da Facebook al sexting.

Video di qualche anno fa dalle tematiche ancora attuali, forse, ancora di più visto che in questi mesi, siamo costretti ad una maggiore tecnomediazione della relazione per garantire la salvaguardia della salute sociale.

Quello che colpisce è la necessità ludica di adulti e giovani che trovano nel game digitale l'evasione rilassante dalla faticosa quotidianità.

Sparirà il gioco  concreto?

Fra qualche anno i giochi saranno visti come obsoleti oggetti da museo?

Speriamo di no! Ci auguriamo che permanga la voglia di manipolare, creare oggetti concreti. Nelle scuole, la didattica per l'apprendimento si fa via via sempre più innovativa, si parla di " apprendimento ludico perché i bambini ed i ragazzi diventino co-costruttori delle loro conoscenze ed esperienze", questo, però, non significa eliminare libri, quaderni, forbici, matite, colori. Si utilizzano modalità, strumenti differenti che possano convivere ed essere utilizzati quando ce ne sia bisogno.  Pensiamo quanto sia piacevole, per noi adulti, ricevere una lettera scritta a penna, ma quanto sia veloce, comodo, scrivere su una tastiera che consenta di cancellare, copiare un testo, incollarlo dove si ritenga sia più funzionale. Gli adulti utilizzano entrambe le modalità, i più giovani trovano più comoda e fruibile la modalità digitale. E' il loro sistema cervello mente che cambia, si trasformano le relazioni emotivo- affettive.

La velocità del nostro tempo rischia di farci perdere la qualità della relazione? Risucchiati dalla velocità quotidiana, rischiamo di diventare distratti rispetto agli altri, perdendo la possibilità di avere incontri autentici....

 

Il Fatto Quotidiano 11 Maggio " Iperconnessi tutto il giorno: il dramma di un giovane su 3"

Tutti Iperconnessi, dallo smart working alle classi virtuali.

Si riuscirà ad uscire dalle "Tane"?

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