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Vita nei metaversi…


È da un po’ di tempo che sento parlare di metaverso. Mi sono chiesta cosa fosse realmente. Ho letto articoli, visto video ed ancora dovrò documentarmi. Sono estremamente affascinata, incuriosita, entusiasta da tutto ciò che riguarda la tecnologica!

Quando parliamo di metaverso le definizioni non sono univoche. Tra le varie, quella che più mi ha colpito è quella che esplicherò a breve. Non c’è un metaverso ma i metaversi, già questo distinguo è interessante.

Il metaverso è un insieme di spazi virtuali tridimensionali interconnessi tra di loro. Gli spazi sono creati allo smartphone o al computer e le persone vi possono accedere con dispositivi tecnologici.

Fin qui tutto facile, se non fosse che, questo semplice incipit, dispiega una visuale su terre lontane e nel contempo a portata di mano!

Se penso che, quando abbiamo scritto “Tradimento online” erano appena comparse le webcam, in poco meno di un ventennio, oggi, tutti hanno almeno un dispositivo elettronico a portata di touch. Non mi pare futuristico pensare che, a breve, domani, tutti noi utilizzeremo supporti per vivere la realtà immersiva!

I supporti sono visori, guanti sensoriali e tute aptiche tecnologiche che danno, a chi le indossa, le stesse sensazioni che proverebbe se fossero in un vissuto reale.

Nei metaversi si esplica la proprio corporeità con le sembianze di avatar. Si condividono esperienze con persone che vivono vicino o lontano anche senza lo stesso spazio reale. Per esempio sono tantissimi i videogiochi creati per essere vissuti in modalità aumentata. Via via gli ambiti di utilizzo aumenterano ed aumenteranno. Tempo fa scrivevo che viviamo in una realtà onlife dove la distinzione tra reale e virtuale non è più netta ma è un continuum di esperienze, sensazioni, emozioni e cognizioni. Nel metaverso tutto questo si amplifica. Sono incontri profondi ma disincarnati perché virtuali. Le esperienze che si vivono negli spazi virtuali sono così intense a livello percettivo emotivo, cognitivo che il nostro sistema di funzionamento risponde come farebbe nei vissuti reali. Ciò che si vive nello spazio virtuale si unisce alla memoria personale. Tutto quello che impariamo nella realtà virtuale può essere trasferito nel reale.

Nel metaverso vivremo una vita ideale incarnata in un avatar che avrà le caratteristiche che più ci piacciono.

Vent’anni fa ci si scriveva per email, protetti da un nickname che ne tutelava l’identità e la corporeità, c’era incontro e ci si emozionava per le parole digitate e lette sul computer, si svelavano e condividevano aspetti di personalità che non si aveva il coraggio di agire nella vita reale. Alcuni contatti diventavano realtà, altri li si lasciava avvolti dal mistero perché pareva più bello averli immaginati.

Oggi l’avatar tridimensionale è visibile, diventa l’altro di me, o forse, la miglior espressione di me, la parte idealizzata, sognata, desiderata, esattamente come vorremmo essere nella realtà e non siamo!

Dopo questi brevi cenni, oggi mi fermo qui, anche se non si esaurisce la nostra riflessione!

A prestissimo!!!

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