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Vampiring: i nottambuli della rete…

Con il termine vampiring ci riferiamo al rimanere connessi fino a tarda notte giocando, scrollando video, controllando continuamente i social, nel tentativo di rimanere sempre aggiornati. Come vampiri che vivono e sono attivi di notte e’ ormai, una modalità che utilizzano gli adolescenti ma anche gli adulti. C’è il timore di perdersi qualcosa che sta accadendo nel momento in cui non si è connessi. Di notte tutti gli amici sono liberi dalle incombenze quotidiane: scuola, attività sportive. Nella notte viene meno il controllo dei genitori, che potrebbero dormire o sono anche loro online ed ignari dell’attività dei figli. I giovani vampiri della rete si sentono liberi di trasgredire e parte di una comunità di nottambuli. Rimanere svegli fino a notte fonda o fino all’alba porta ad alterazione dei ritmi del sonno, con stanchezza diurna che ha effetti negativi sulla concentrazione e l’apprendimento, cresce l’ansia, il senso di colpa, lo sgomento quando si guarda l’orologio e ci si rende conto che si è ancora online. Ci si sente irritabili ma bisognosi di rimanere connessi.

I pazienti raccontano di rimanere stupiti quando si accorgono delle ore reali di permanenza in rete, la loro giornata non inizia prima di mezzogiorno e si rimproverano e criticano pesantemente per questo, allora si cancellano, periodicamente, dai social, per contenere il tempo di utilizzo, si mettono sveglie al mattino, che poi spengono. Che si può fare? Per i più giovani sarebbe utile un utilizzo consapevole dei social e della rete, che non vuol dire non utilizzarla ma usarla con un tempo stabilito che va rispettato. Serve una educazione che sia familiare e scolastica. Vuol dire anche dare spazi differenti ai ragazzi, per la socializzazione in presenza, senza organizzare ogni istante di vita che non è dedicato allo studio, lasciandoli liberi di scegliere i tempi, che, oggi, sono scanditi e riempiti dai genitori. Lasciare tempi per pensare, fantasticare, riflettere, fargli vivere la città anche camminando a piedi, conoscendo il quartiere e non spostandosi solo in macchina. E’ importante la presenza degli adulti nella vita dei figli, senza invadenza, senza sostituzione a loro, ma con la voglia di ascoltare il loro punto di vista e la percezione che hanno di questo tempo e di questo mondo che stiamo vivendo. Per i “vampiri” del social che sono più grandi, darsi tempi di navigazione in rete è ancora più importante, vuol dire rinnovare un passaporto che permetta di viaggiare in mondi che siano possibili e non dannosi. Vuol dire darsi tempi serrati e definiti di utilizzo della rete, magari stabilendo che dopo cena, prima di andare a dormire si legge, si ascolta un audio libro, ci si dedica ad una pratica Mindfulness, di gentilezza e compassione per se stessi. Suggerimenti buonisti e visionari? Speriamo di no! Sicuramente non c’è un modo che sia utile per tutti, è importante che ognuno trovi il suo, quello che allontana dal disagio e porta al benessere personale ed interpersonale…

 
 
 

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