Una storia comune...


In questo anno e per tutti quelli che saranno necessari, per superare questo allarme pandemico; siamo accomunati da un unico destino: affrontare e vivere nonostante il Covid.

All’inizio siamo andati avanti di quindici giorni in quindici giorni, poi qualche mese, ora gli esperti ci parlano di anni!

Non c’è nazione, non c’è colore della pelle, non c’è lingua, non c’è credo religioso.

Nulla ci distingue rispetto alla pandemia da Covid.

Ciò che differisce è la nostra storia personale pregressa, la nostra personalità, i tratti somatici ma ognuno di noi, ogni giorno, non può non misurarsi con ciò che accade!

Anche chi ancora nega, nel tentativo di opporsi all’evidenza, vive la realtà come tutti noi!

In questo momento sembra che non ci siano destini individuali ma una storia comune: il Covid con sentimenti condivisi da tutti ed espressi in modo personale.

Si ha timore del contagio e di contagiare! Si soffre la morte dei nostri cari.

Fatichiamo nel non poter vivere le relazioni con la spontaneità consueta.

Questo è uno scenario di apparente sospensione di progettualità e programmazione di obiettivi futuri, mentre il tempo scorre.

I giorni, i mesi, si susseguono inesorabilmente.

A tratti, la nostra saldezza, la nostra determinazione, rischiano di vacillare.

Sta mutando la percezione sulle cose al punto che notiamo se in televisione vediamo persone senza mascherina e ci chiediamo come sia possibile.

Quando usciamo di casa prendiamo chiavi, cellulare mascherina, gel tascabile.

Alterniamo momenti in cui utilizziamo le nuove modalità con naturalezza ad altre in cui è forte la nostalgia di azioni passate.

Non sappiamo se la spontaneità relazionale tornerà ad essere la nostra quotidianità.

Abbiamo smesso di dire “andrà tutto bene”, smetteremo di dire “quando tutto tornerà normale”.

È questa la nuova normalità?

Nessuno può dirlo!

Non sappiamo se torneremo a modalità antiche, se lo faremo con naturalezza o con sospetto e cautela.

Non sappiamo neanche se questa sia una nuova dimensione, la realtà del presente e del futuro.

Siamo curiosi di immaginare nuovi scenari plausibili.

Non avremmo voluto scrivere, con queste parole, i capitoli nel librone della Storia dell’Umanita’.

Facendo considerazioni cliniche noto che il timore del Covid ha fatto esplodere delicatezze umane che erano latenti.

Possiamo essere organizzati, ordinati, previdenti, ma nulla sarà mai sotto controllo.

Nel fluire incessante del tempo, della vita, dei cambiamenti personali ed interpersonali, nulla rimane immutato, tranne momenti immortalati con una fotografia.

Il Covid è storia comune per l’umanità.

Ma come possiamo vivere questa realtà?

Tutto diventa fattibile se scordiamo l’aspettativa, verso noi stessi, se non pensiamo di essere super uomini e super donne!

Siamo meravigliosamente umani, concediamoci e viviamo le sensazioni ed emozioni che investono la nostra persona.

Accogliamo la frustrazione dei limiti, la nostra impazienza.

Camminiamo nel vialetto dell’indecisione.

A volte è più limitante ed imbrigliante l’idea Smart che abbiamo di noi, rispetto alla realtà tangibile.

Se siamo stanchi coccoliamoci, appena ci sentiamo meglio, avviamoci.

Non allontaniamo chi si lamenta, ascoltiamolo, non siamo la sua soluzione, perché le ha in se’, ma doniamo il nostro ascolto partecipe.

Piano piano, un passo dopo l’altro, scriviamo, con coraggio, la nostra Storia personale e quella comune!


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