Reducismi intergenerazionali




I discorsi sui “bei tempi andati” li ascoltavamo dai nonni, poi dai genitori, ne sorridevamo, pensando che fossero nostalgie di un passato scivolato tra le dita. Pensavamo, anche, che fosse la palese dimostrazione della loro incapacità di apprezzare tutta la modernità della nostra epoca.

Poi, quasi all’improvviso, ci siamo stupiti a fare le stesse riflessioni, accorgendoci così, di essere diventati noi gli adulti, obsoleti ed antichi per i ragazzi di oggi.

Siamo noi che rimpiangiamo un passato meraviglioso e magico; il “tempo in cui le cose andavano meglio”, “ si stava meglio quando si stava peggio”, “ non ci sono più i giovani di una volta”.

Il mito, negativo, intramontabile, della degenerazione dei tempi.

Reduci di un passato comprensibile solo da persone che lo hanno vissuto come noi! Sembra di essersi lasciati alle spalle i tempi dorati vivendo l’attualità caratterizzata dalla perdita dei valori, la non famiglia, vite alle sbando.

Ma è davvero così?

Assolutamente no!

Il tempo passato ci pare migliore perché scordiamo che eravamo figli, non avevamo responsabilità, oggi diciamo che eravamo spensierati ma non ci sentivamo cosi!

Il passato migliore è una fantasia inutile che ci colma di rimpianti e di nostalgia di un momento storico assolutamente personale!

Indietro non si torna, lo scadenzare del tempo è irreversibile, vivremo lo stesso giorno ma in un anno differente!

Forse si stava meglio, in passato, semplicemente perchè eravamo tutti più giovani e, tutto sembrava più leggero.

O forse, la ragione è che non siamo mai contenti, eternamente insoddisfatti, nulla è mai abbastanza, nulla è mai pienezza autentica perché pervasi da mille se e ma.

Cronicamente vuoti, abbiamo la tendenza a ricordarci solo quello che era bello e scordiamo quello che è stato terribile.

Arriverà il tempo in cui, giovani ed adulti saranno i sopravvissuti, reduci del tempo pre-Covid, un periodo di cui tutti si lamentavano perché troppo veloce, caotico.

Oggi siamo nostalgici di quella che era la nostra normalità. La pandemia che ci ha accomunato ha fatto emergere la nostalgia di tutto quello che eravamo ed avevamo. Oggi sappiamo che stiamo vivendo una nuova normalità.

Eterni insoddisfatti?

Forse!

Allora che fare? Riusciremo a vivere l’attimo unico ed insostituibile, come perfetto, intenso e pieno? Anche se solo per un attimo… Me lo auguro…

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