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Quale scuola per i ragazzi delle superiori?


In questo anno di pandemia la scuola è cangiante! Dall’ infanzia alla secondaria di primo grado, in modo alternato tra presenza in classe e momenti di DDI cioè Didattica Digitale Integrata quella che inizialmente era DAD cioè Didattica a Distanza.

La scuola ha viaggiato sempre sugli stessi binari ma in questo anno il divario e la distanza sono sofferti dai ragazzi grandi, quelli più autonomi e che si trovano ad essere i più isolati e soli.

A loro in presenza al 50 per cento è assegnato un tempo scuola che sacrifica la socialità che è fondamentale per l’essere umano. Un anno atipico può incidere pesantemente.

Per i più grandi i limiti maggiori: una scuola in solitudine.

A loro chiedevamo di essere più sociali che social mentre oggi diciamo che devono rimanere protetti al di là dello schermo.

Sono così autonomi così motivati per studiare in questo modo?

Alcuni sì, altri no. Alcuni studiano perché affascinati dal Sapere. Altri, che arrancavano in presenza, oggi si chiedono che valore aggiunto darà alla loro vita lo studio di certe materie. Non credono alla cultura ed al piacere della conoscenza, purtroppo!

Si descrivono come annoiati, disinteressati, in realtà, spesso, si sentono solo incapaci e motivano il loro disagio con il disinteresse.

Noi adulti cosa abbiamo sbagliato con questi ragazzi? Come mai non siamo riusciti a trasmettere la sete della conoscenza e la voglia di Sapere? Perché i ragazzi sono solo legati al numero positivo o negativo di interrogazioni o compiti in classe? Ma li ascoltiamo davvero?

Sono così chiari, così generosi nel dire quale sia la loro visuale e le loro aspettative sulla vita! Se accolti sono anche in grado di riconoscere che il loro disagio va oltre l’apparente noia!!!

Sanno organizzare la loro giornata? Alcuni no, persi un un continuo “ dopo” che diventa mai!

Li abbiamo abituati a seguire la vita che abbiamo organizzato noi, per poi decidere che alla scuola secondaria di secondo grado sono ormai grandi e devono farcela da soli.

Questi ragazzi che si “perdono“ non hanno acquisito gli strumenti per essere autonomi ed organizzati.

Forse ci vorrebbe una ventata di novità nella didattica ma anche nella capacità di trasmettere la gioia e l’entusiasmo verso la conoscenza!!!

Siamo ad un bivio: dispersione scolastica o recupero e sostegno a chi si sta perdendo.

La DDI sta evidenziando problematiche che erano latenti. Sia dei ragazzi che della scuola stessa. Si può sempre fare tanto: non scoraggiamoci, non lasciamoli andare, non perdiamoli al di là dello schermo.

Troviamo nuovi modi, ci sono sempre, per portarli alla curiosità, creatività, voglia di conoscere!

Una grande sfida!

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