La Vita: deserto o sorgente di acqua viva?


Avete mai letto il romanzo di Dino Buzzati “Il deserto dei Tartari”? E‘ un libro sul quale vale la pena riflettere e soffermarsi, non solo per la trama ma per il suo significato metaforico.

Senza svelare nulla della storia, mi soffermo su ciò che mi ha colpito!

L'esistenza del giovane tenente Giovanni Drogo, e' una metafora incantevole della vita umana, trascorsa nell'attesa di un evento che possa darle un senso.

Il deserto, spesso offuscato dalla nebbia che vela l'orizzonte e rende sinistro quello che non e' nitidamente visibile,è il suo ambiente per lunghi anni.

Cosi' e' la vita umana: un cammino alla ricerca di significato, ma anche, di mistero sul futuro che genera sia speranza che angoscia.

La sorda inquietudine che accompagna l'uomo e la donna della società tecnoliquida, che non sa quanto tempo avrà a disposizione perché, come sabbia, scivola tra le dita troppo in fretta, senza riuscire a trattenerla.

Allora che fare? Rimanere sospesi, nel proprio deserto interiore, in attesa della catastrofe imminente, che potrebbe non avvenire mai o dissetarsi alla sorgente di acqua viva dell'oasi delle relazioni e della Vita?

Combattere, idealmente, contro una realtà che non piace, ma, concretamente, rimanere impietriti ed inattivi piegandosi ed abbandonandosi all'isolamento ed alla infelicità?

Il rischio è vivere scollati dalla realtà, in un sogno allucinatorio di gesta eroiche sul campo di battaglia.

Vivere nella costante vigilanza verso qualcosa che potrebbe palesarsi all'orizzonte, per essere pronti ad affrontarla, perdendo però l'attenzione, a tutto ciò che accade davanti a sé e che muta continuamente.

Non costruire relazioni perché quelle del domani potrebbero essere migliori, od avere la prosopopea, della immotivata certezza, che l'altro attenderà in eterno, il ritorno probabile ma non certo.

Il sentirsi costretti a rimanere fermi, immobili, non valutando, assolutamente che, l'alternativa, sarebbe il movimento e la attività che porterebbe oltre la nebbia e verso l'esistenza.

Essere schiacciati da mille "Se e Ma.." che fanno procrastinare, ad un giorno indefinibile, tutto ciò che si può fare nel " qui ed ora" della vita.

La Vita è l'istante tangibile, concreto, domani diventa ipotetico, nessuno ci può garantire che lo vivremo.

Sta a noi decidere se lasciarci vivere nel deserto solitario dell'isolamento o dissetarci alla sorgente di acqua viva dei rapporti interpersonali.

La Vita è adesso nella concreta intraprendenza che può condurre ad una esistenza solida, alimentata dalla condivisione e dalle relazioni.

Allora sì che potremo vivere attimi fugaci di autentica felicità!.


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