La gratitudine...


Quando si sente la parola gratitudine si pensa alla riconoscenza che si prova verso qualcuno, quando accade qualcosa di positivo.

Tuttavia, la gratitudine, non è soltanto questo: dovrebbe essere un modo d’essere ed una agire verso se’ e verso gli altri.

Sembra grottesco che io parli di gratitudine in un anno come questo, ma seguo il moto del cuore!

Non posso non parlarne!

Siamo grati a chi abbiamo incontrato, ed ora non c’è più, grati per averli vissuti!

Spesso non comprendiamo un dolore, una sofferenza, ma c’è sempre un senso.

Inizialmente accade qualcosa, non ne intravediamo il significato che si paleserà successivamente.

Le dicotomie, le ambivalenze, gli opposti, caratterizzano la nostra esistenza: se c’è gioia c’è dolore, se c’è vita c’è morte, se non viviamo brutte esperienze non potremo apprezzare quelle belle.

Se vogliamo sentire la gratitudine, non possiamo non sperimentare l’insoddisfazione.

Cresciamo nel dolore, diventiamo più forti se lo accogliamo per ciò che è!

La difficoltà ci fa apprezzare il bello che prima consideravamo normalità o che sottovalutavamo.

Sforziamoci di intravedere una prospettiva positiva in ogni cosa, anche quando percorriamo una strada in salita, anche quando crediamo che sia un alternarsi di difficoltà senza fine.

La fine c’è sempre, il senso lo troveremo, l’insegnamento ci renderà l’animo migliore.

Essere grati vuol dire avere l’idea positiva, di qualcosa che si paleserà.

Allenare la gratitudine, essere gratitudine, diventare gratitudine: vuol dire fare un passo alla volta, attimo dopo attimo, giorno dopo giorno.

Una tale prospettiva di vita è un atto trasformativo perché ci fa vedere ogni cosa come opportunità di crescita.

Essere Luce per chi ne ha necessità, è un atto semplice del cuore, ma dona amore con generosità.

Non ci piace ciò che siamo?

Accogliamo ciò che vorremmo essere, cambiando prospettiva sulle relazioni e sulla Vita.

Iniziamo la giornata con un pensiero positivo sugli altri e sul se’.

Ringraziamo l’attimo perché abbiamo solo questo, ringraziamo ciò che se ne va via perché si è compiuto, ringraziamo ciò che arriva a noi perché è un grande dono.

Possiamo lamentarci di ciò che è stato, rimanere bloccati in quello che abbiamo vissuto, oppure impegnarci per costruire qualcosa di nuovo.

Lamentarsi congela le nostre energie, essere grati apre il cuore alla gioia.

Essere grati per ciò che abbiamo e ciò che arriverà, ci libera da una visione egoica.

I desideri ci creano aspettative che possono rimanere, amaramente, deluse.

Cerchiamo l’aspetto positivo nelle cose, sappiamo che ogni cosa ha il suo opposto, il rovescio della medaglia, non fermiamoci ad un solo aspetto perché il suo opposto lo completa.

Benediciamo ciò che arriva e ringraziamo per ciò che se ne va!

Diamo, ogni istante, senso e significato alla nostra Vita: così la vivremo appieno!

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