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Incontrarsi ed innamorarsi a 30 anni…


Ieri…a 30 anni avevamo finito gli studi, avevamo un lavoro, molti di noi erano sposati con figli!

Oggi … c’è un oggi pre e durante la pandemia. Si è creato uno spartiacque di vita, prima, apparentemente senza limiti, oggi scandita e limitata, strana! Inizialmente sembrava tutto surreale ed irreale, due anni dopo, ci stiamo abituando a stare a distanza, ad indossare la mascherina, come sciatori esperti cerchiamo di fare slalom tra un contatto positivo e l’altro, fino a che una scivolata incauta ci può far fare un ruzzolone.

Ci misuriamo con i limiti e le restrizioni che ci fanno sentire poco liberi!

In realtà i limiti, gli accadimenti, la accettazione di quello che la Vita dona e toglie, c’erano anche due anni fa, solo la mente di alcuni, leggeva la realtà con lenti modificate!

Quello che, sicuramente, sta accadendo è una deformazione delle sensazioni e percezioni e un modo differente di vivere la realtà ed i rapporti interpersonali. Se già ì trentenni che arrivavano da me due anni fa, faticavano ad incontrare nuove persone di cui innamorarsi, oggi gli incontri filtrati dalle mascherine, dai timore del contagio, sono ancora più cauti.

Chi, oggi, non ha una relazione stabile, perché gli incontri non sono sfociati in un progetto comune o perché si è dedicato tempo a costruire una attività lavorativa; oggi si trova in difficoltà perché non sa come conoscere persone nuove. Molti dei coetanei vivono realtà differenti: hanno famiglia e figli e quindi ritmi, abitudini, quotidianità, incontri differenti . Molti single trentenni aspettano che qualcosa accada. Altri si avventurano sui social, sulle app di incontri. Qualcuno divertito ed entusiasta di fare nuove conoscenze, nonostante la pandemia. Altri temono l’incontro con sconosciuti o faticano a concepire le app come una modalità moderna e contemporanea di comunicazione, conoscenza e dialogo. Qualcuno è spinto ad utilizzare l’approccio virtuale da parenti ed amici e, dopo vari incontri naufragati nel nulla, deludenti e bizzarri, molti pazienti increduli mi raccontando di avere incontrato la persona che ha fatto sussultare il loro cuore. Io non mi stupisco perché ormai siamo onlife: c’è un continuum tra reale e virtuale e non più una demarcazione netta!

Quindi coraggio! Buttatevi, anche se mascherati!!! La persona del cuore c’è, a volte incontrata grazie ad un semplice touch!!!

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