Dolore a tempo…


Ogni dolore della nostra vita ha un tempo preciso, scandito, ha un inizio ma anche una fine.

Che sia un dolore fisico od emotivo terminerà. In alcuni momenti della vita siamo così immersi nel dolore da temere di non riuscire ad uscirne.

Intrappolati in esso, incatenati, soffocati. Ha una intensità che offusca e stanca la mente.

C’è il dolore sordo fisico che si cerca di non sentire ma lascia una spossatezza nera a fine giornata.

Siamo figli di una educazione ed una cultura che ci chiede di essere coraggiosi, a tratti eroici, perché esprimere con compostezza e fierezza il nostro dolore, è comunque scomodo per chi ci ascolta.

Non tolleriamo di essere stanchi, fragili, non ammettiamo di essere umani.

Non riconoscere il dolore, cercare di scansarlo, disconoscerlo, non porta a nessuna risoluzione, anzi, si acuisce ancora di più!

Che fare?

Per il dolore cronico c’è la terapia del dolore.

Per il dolore acuto?

Le strategie che si possono mettere in atto sono assolutamente personali, quindi non valide per tutti, ognuno ha la sua soglia del dolore, ognuno risponde come può.

Uno dei tanti modi possibili di affrontare un momento acuto può essere quello di considerare il dolore che sentiremo “ a tempo” vale a dire che per quanto intenso e straziante, finirà.

Pensarlo in questi termini ci può aiutare ad affrontarlo, viverlo e superarlo!

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