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Diritto di disconnessione da tutto e tutti, in un mondo plusconnesso


Siamo in un mondo plusmoderno, in cui siamo super connessi con tutto e tutti. Se ogni tanto non ci prendiamo il tempo per riflettere su tutto questo, il rischio è che ci sfugga dalle mani, fino a vivere una continua mediazione dei rapporti interpersonali e faticare a vivere a stretto contatto fisico con l’altro. Fino a qualche decennio fa i dispositivi elettronici non erano strumenti nelle “mani” di tutti, oggi sono tra le nostre dita, come se ci fossero sempre stati. Ma che cosa vuol dire “ Diritto alla disconnessione?”.

Vuol dire il diritto dei lavoratori di disconnettersi dal lavoro al di fuori dell’orario di lavoro, diritto di non ricevere o rispondere a chiamate, messaggi, o email. Limiti necessari per non essere reperibili h24 e potersi ricreare nel proprio ambito personale ed interpersonale. Dovrebbe essere ovvio, ma non lo è, quindi è stato necessario stabilirlo, prima in Francia nel 2016 e successivamente in Italia, dal 2017 con la legge 81. Oggi, dopo il 2020, dopo i cambiamenti radicali delle modalità lavorative: del lavoro agile e da remoto, questa specificazione è quanto mai necessaria ed attuale. Eppure, dopo anni dalla legge 81/2017, forse per non conoscenza, questa tutela non è sempre garantita. Abbiamo diritto al tempo libero, a disconnetterci dal lavoro, e’ solo così che possiamo prevenire il tecnostress ed il burnout. Se utilizziamo la tecnologia non in modo corretto, il sovraccarico di informazioni ci può generare mal di testa, agitazione ed insonnia. Se ci sentiamo insoddisfatti, demotivati, frustrati, saremo anche meno produttivi. Quindi impariamo a prenderci del tempo per riposare, per calmare ed alleggerire la mente e l’anima, in compagnia di noi stessi, delle persone care e, perché no, di un bel libro!

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