Comunicazione...Pandemie a confronto.


Da Camus: “Anche la modesta soddisfazione di scrivere ci fu negata. Non solo, infatti, la città non era più collegata al resto del paese dai consueti mezzi di comunicazione, ma in più una nuova ordinanza proibì qualunque scambio di corrispondenza per evitare che le lettere diventassero possibili veicoli di contagio.... Le comunicazioni telefoniche, interurbane, dapprima autorizzate, provocarono un tale affollamento alle cabine pubbliche e sulle linee, che per qualche giorno furono sospese del tutto.. i telegrammi rimasero allora l’unica risorsa... lunghe vite in comune o passioni dolorose si condensarono ben presto in un periodo o scambio di frasi stereotipate: ‘Tutto bene. Ti penso. Con affetto’.”

Così era la comunicazione al tempo di Camus, come era per noi trent’anni fa!

Per raggiungere persone lontane scrivevamo lettere, cartoline, era così bello trovarle nella cassetta della posta, mentre oggi troviamo solo bollette da pagare.

Utilizzavamo i telegrammi per rallegrarci di eventi felici, come per dimostrare la nostra vicinanza per quelli infausti.

Telefonavamo da casa da un telefono Grigio, prima con ghiera, poi con tastiera per comporre il numero del destinatario.

In città c’erano le cabine del telefono della SIP con apparecchi con gettone, moneta, scheda.

Poi è arrivata una nuova tecnologia, con i primi computer, le email, la possibilità di avere tantissime informazioni grazie al web.

I telefonini, prima ingombranti, attualmente sono maneggevoli, touchscreen.

Oggi, al tempo della pandemia 2020, anche chi non utilizzava la tecnologia, ne ha apprezzato l’utilità.

Siamo sempre meno analogici e sempre più digitali.

In questi mesi, in cui gli incontri con persone care lontane sono stati e sono interdetti, il wzp, l’sms, ci hanno permesso di accorciare la distanza fisica, di comunicare in un modo più soddisfacente rispetto al passato.

La videochiamata un surrogato di realtà, di tangibilità.

Comunichiamo, raccontiamo, condividiamo, con la speranza che la lontananza non sia una voragine di solitudine, ma che il nostro pensiero dia sollievo al cuore appesantito.

La rete ci tiene aggiornati su quello che accade nel mondo.

Alcune volte non vorremmo essere così informati su ciò che accade, ma questa è la nostra realtà in divenire.

Siamo in trincea, strisciamo da una realtà dolorosa ad un’altra.

Proprio per questo è importante la vicinanza del cuore, ci dà quel sollievo ristoratore che è forza per continuare a combattere!!!

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