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Breve riflessione sul chatbot

Studio gli effetti dei chatbot sulla nostra mente e rimango stupefatta! C’è ancora chi si rifiuta di conoscere la tecnologia e chi la utilizza troppo e male! L’essere umano fatica proprio a trovare la via di mezzo. Proprio come chi mi racconta chi beve e stra beve fino a sentirsi male per poi recriminare contro di sé per averlo fatto. Troppo difficile gustarsi un calice di buon vino per il piacere di farlo? Pare proprio di sì.

Troppi tra noi cercano solo emozioni forti perché unica modalità per sentire. Così avviene con la tecnologia in un meccanismo di craving che è un intenso desiderio, sentito come irresistibile, con pensieri ossessivi ed intrusivi alla ricerca di una sostanza o di un comportamento che possa dare piacere, l’effetto positivo si esaurisce facilmente e questo porta a desiderare ancora di più.

Ma passiamo al ChatGPT: uno studio recente del MIT Media Lab sull’impatto dell’uso dell’intelligenza artificiale per svolgere compiti scolastici, mi è parso interessante. Ce ne sono tanti, ma oggi vorrei riflettere brevemente su questo. Le persone hanno scritto il saggio utilizzando solo la loro mente, qualcun altro ha avuto il supporto dell’IA, qualcun altro si è affidato a ricerche su Google come supporto a ciò che stava scrivendo. Chi ha scritto il saggio senza il supporto dell’IA ha mostrato la più alta connettività neuronale associata all’ideazione creativa, al carico di memoria ed alla elaborazione semantica, dimostrando curiosità e coinvolgimento attivo nello svolgere il compito ed esprimendo maggior soddisfazione personale. Chi ha usato ChatGPT è parso con pensiero meno originale. L’EEG ha rivelato basso controllo esecutivo e basso coinvolgimento attentivo. Chi si è rivolto a Google ha mostrato una grande soddisfazione e funzione cerebrale attiva, sono persone che hanno ragionato nel cercare ciò che potesse essere utile per scrivere il testo. Questa una sintesi della ricerca, tante sono in corso e vedremo via via quali saranno gli esiti. Pensando a questa:  potrebbe convalidare l’affermazione di quanto sia importante educare ad un uso utile, consapevole e critico dell’IA che ci dona notevoli fonti che vanno rielaborate in modo attivo dalla mente umana,  senza riceverle in modo passivo ed acritico.

Non pensiamo che, per risolvere un compito, la via più semplice sia copiare spegnendo la nostra mente, ma valutiamo le fonti da cui attingiamo, rimaniamo curiosi, attivi e critici rispetto a quello che leggiamo e studiamo, utile per la nostra mente nell’oggi ma anche per quando saremo anziani!

 
 
 

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