Amore tossico...






L’amore che fa male, che ingabbia dietro sbarre che ostacola libertà, quello che soffoca l’espressività dell’Io: è un amore tossico.

Quello che limita e blocca la condivisione, che relega la comunicazione in un tempo non tempo, in un luogo mai trovato, in un orario mai scandito.

Un amore nebuloso, fittizio che da’ dolore e non sollievo, che non arricchisce ma depriva, che schiaccia e non eleva, che porta dolore e non sollievo è un amore dal quale liberarsi!

L’altro può essere conforme alla immagine idealizzata di un compagno ideale?

Sicuramente no.

Le favole sono favole, il principe Azzurro non è così Azzurro ma un essere umano con doti e limiti, come noi non siamo principesse ma donne reali.

Così raccontano con dolore i pazienti in terapia.

Si giunge all’idealizzazione della realtà con tutti i limiti che questa modalità ha in se’.

Nessuna creatura umana racchiude tutte le positività ideali che ci aspettiamo.

Amare i propri limiti e quelli altrui è un passo importante verso la accettazione libera dell’Amore autentico ed umano.

Uno degli elementi tossici della relazione è la dipendenza affettiva che crea catene e lucchetti faticosi da aprire.

Ma perché, chi è in trappola, non si rende conto di essere in gabbia?

All’inizio la relazione è un sogno: attenzione, presenza, condivisione, estasi.

Poi tutto si trasforma: arriva il silenzio. Ci si convince che, esprimere disaccordo, per questa presenza intermittente, non sia da fare perché si teme di essere abbandonati.

Ogni nuova modalità attuata, per migliorare la comunicazione, sarà accolta con un gelido silenzio.

Non rimane che scusarsi e perdonare ogni cosa, pur di non discutere e perdere l’altro.

La gabbia diventa sempre più stretta!

Allora che fare?

Si cerca di trovare spiegazioni, si interpretano frasi non chiare, messaggi sintetici, ambigui, mentre l’altro svaluta ogni tentativo, definendolo esagerato.

La gabbia diventa sempre più stretta!

Allora piano piano si palesa una persona completamente diversa da come aveva fatto credere di essere.

La gabbia va aperta ma come?

Smettendo di scusarsi per ogni attenzione donata, per ogni gesto d’amore, per ogni atto di comprensione.

Se anche così si continua a soffrire?

Se ci si sente in gabbia, bisogna aprire la porticina e scappare via...

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