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Alla ricerca del romanticismo perduto.


Oggi, il termine “romanticismo” sembra non avere più una connotazione positiva, come se fosse fuori moda. Molti la associano ad inutili sdolcinatezze, alla incapacità di essere al passo con la modernità tecnologica, alla poca concretezza rispetto alla vita.

Fermiamoci un attimo! Usciamo dagli stereotipi e dalle convinzioni errate, liberiamo la mente ed apriamola alla modernità che viviamo ma senza disconoscere quello che ci può essere piaciuto in passato e può fare parte del nostro presente: il sentimento!

Oggi siamo concreti, organizzati, entro e fuori dalla rete, intessiamo rapporti interpersonali con persone concrete vicine come lontane, ci immergiamo in ambienti dai colori brillanti ed affascinanti. Incontri fugaci e veloci. Mi piace pensare che non sia sempre e tutto così. Ci possiamo fermare, rallentare, riscoprire la bellezza del romanticismo inteso come delicatezza dell’anima, come capacità di emozionarsi della natura e della bellezza attorno a noi, come anche della gioia e della passione nello stare insieme alle persone importanti della nostra vita. Essere romantici vuol dire permettersi di sognare, senza vergognarsi di farlo, assaporando una vita piena nel cuore e nella mente. Andiamo alla ricerca del romanticismo perduto, diamo valore alle emozioni, ai sentimenti, senza paura di farlo, senza vergognarci di manifestare la nostra sensibilità umana. Non diamo per scontato quello che viviamo ogni istante, anche le abitudini possono essere straordinarie se vissute come sono: momenti unici che non rivivremo più nello stesso modo. Andiamo alla ricerca del romanticismo perduto dando al sentimento il valore iniziale ed ultimo di ogni passo di vita!

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