19 Agosto: Giornata Internazionale della Fotografia!!!



Oggi 19 agosto è la Giornata Internazionale della Fotografia!

La prima fotografia fu scattata nel 1822, successivamente se ne sono serviti i pittori come documentazione fedele di un luogo da ritrarre.

La fotografia ci permette di fermare attimi, documentare luoghi, incontri, vissuti che riteniamo importanti e vogliamo rivedere in un altro momento.

Quello che decidiamo di immortalare, spesso ci suscita emozioni così piacevoli da avere voglia di fermarle con un “click”, di una macchinetta fotografia o di un cellulare. Qualcosa ci ha colpito: saranno stati i colori o qualche particolare interessante.

In questa Era Tecnoliquida, di estrema velocità, fermiamo una immagine e decidiamo di inviarla all’istante, condividerla con la persona che è lontana da noi, per sentirla più vicina.

Oggi con la digitalizzazione possiamo scattare fotografie, modificarle a nostro piacimento rispetto ad una realtà oggettiva, secondo una percezione soggettiva.

Spesso la si invia senza nessun commento in appendice, perché susciti un moto personale del cuore!

Ma anche se fotografiamo per noi stessi, senza nessuna intenzionalità di postare o condividere, ne traiamo piacere, benessere, miglioriamo il tono dell’umore, creiamo un ricordo dell’attimo presente da rivedere in futuro.

La fotografia, a volte, riesce a comunicare molto più delle parole, arriva alla nostra anima, l’immagine diventa il palcoscenico del nostro benessere e del nostro malessere profondo e nascosto.

Fotografiamo uscendo da noi stessi e creando un collegamento con l’esterno, elaboriamo i nostri vissuti e le emozioni del momento.

L’oggetto del nostro interesse è vario, c’è chi si focalizza su oggetti, chi su paesaggi, chi su persone, chi su se’ in quelli che sono i selfie.

Ci sono persone che non amano affatto essere fotografate, scappano davanti all’obiettivo, si coprono, si oppongono con veemenza se catturati.

Le spiegazioni sono le più varie: c’è chi tenta di avere controllo sulla propria immagine, che pare non essere mai adeguata; chi non si riconosce in quel fermo immagine perché, percepito, come differente dall’immagine riflessa dallo specchio; chi teme di essere giudicato, rifiutato, non apprezzato.

Siamo nell’era dell’immagine, esaltiamo le positività e negatività usando la fotografia con obiettivi sociali, terapeutici ed educativi perché immagini suggestive suggeriscono la riflessione.

Grazie alla fotografia possiamo vedere, anche, posti lontani, ancora non visitati di persona, raccontiamo storie che vogliamo narrare.

Sui social, nei post che leggiamo, ci imbattiamo anche nelle “Meme”che sono immagini, video, fotografie, una frase dal contenuto divertente che, in poco tempo, si diffonde in maniera virale.

Il termine Meme significa imitazione, utilizzato da Richard Dawkins nel 1976, nel suo libro “ Il gene egoista” in cui spiega come si diffondano le informazioni culturali. Secondo lui i concetti più validi ed efficaci sarebbero trasmessi da una generazione all’altra proprio come avviene geneticamente da padre in figlio.

La fotografia è stata utilizzata anche da numerosi artisti per dare vita alla propria traboccante interiorità e sono state portate nei musei come opere d’arte.

L’altro giorno, camminando, il mio sguardo vagava all’orizzonte inebriante, la mia attenzione è stata catturata dalla vista di un uomo di mezza età che fotografava il paesaggio. Aveva una attenzione e cura esemplari a come posizionava la sua macchinetta fotografica, armeggiando con l’obiettivo e scegliendo la posizione, la luce, l’angolazione migliore. Le sue mosse parevano susseguirsi in sequenze non casuali ma oculatamente stabilite, movimenti armonici, ritmici, eleganti e sinuosi.

Senza arrivare ad un tale livello di maestria, ognuno di noi fa scatti con motivazione puramente personale.

In questo giornata di festa, catturiamo almeno una immagine che sia significativa e che possa evocare in noi, in futuro, il ricordo di questa giornata!

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