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Dopo tanti anni in coppia… si può stare bene insieme?

Già di prima mattina rimango sconcertata dalla modalità comunicativa delle persone, sconosciuti che incontro, che non interagiscono con me, ma nel loro eloquio ad alta voce, non posso non ascoltarli. Sento lo scambio di coppie non più giovani, come me, che subito dopo la colazione, già si apostrofano con frasi acide, taglienti, mortificanti, giudicanti, non gentili. Questo mi induce a riflettere. Li osservo in viso, sguardi tirati, occhi ombrosi, postura di evidente chiusura, eloquio difensivo ed attaccante.

Allora mi chiedo perché? Perché rimanere insieme se non si comunica con dolcezza, gentilezza, specialmente dopo tanta vita condivisa, dopo difficoltà, dolori, problematiche affrontate?

Mi si apre, nella mente, uno scenario di possibili risposte, anche rispetto a ciò che le persone mi raccontano. Lasciarsi costerebbe troppo in termini economici, si arriverebbe ad una “povertà” rispetto all’agio raggiunto dopo tanti anni di lavoro di entrambi. Questo è crudo ma è un dato di realtà!

Inoltre c’è la “facciata” da mantenere rispetto al sociale e rispetto ai figli.  Sembra più facile rimanere insieme infelici che sereni da soli. Ed i figli? Perché propinare loro un clima “tossico” da respirare dentro casa? Perché dare loro una visuale ed un esempio di coppia senza gentilezza ed amore come se fosse l’epilogo normale delle coppie che vivono insieme da tanti anni?

Non sono promotrice delle separazioni alla prima problematica vissuta ma l’indifferenza è squalificante!

Sono fautrice del vivere bene in coppia e se questo non è proprio possibile inutile vivere insieme nella sofferenza.

Non c’è solo la coppia genitoriale ma anche quella coniugale che va nutrita e fatta crescere. La vita di coppia felice dopo tanti anni e’ possibile solo se periodicamente ci si ferma a riflettere insieme su come stia andando il progetto condiviso, chiedendosi se si sia soddisfatti, cosa si possa fare meglio, se ci si senta appagati e se l’altro senta il nostro amore e le nostre attenzioni. Se ci sentiamo criticati e se l’altro si senta svalutato. Se ci sentiamo in gabbia o sostenuti nei progetti personali e condivisi, questo vale reciprocamente. La gentilezza, l’attenzione, la cura, sembrano modalità interpersonali in via di estinzione, soppiantate da egoismo, chiusura in se stessi, pretese verso la vita come se si aspettasse un risarcimento ai dolori vissuti. Non è così! Dopo tanti anni di vita insieme, ringraziarsi per piccoli gesti, cortesie, attenzioni, scalda il cuore. Rimanere uno accanto all’altro nei momenti di difficoltà, essere affettuosi, vivere intimità emotiva e fisica, non prescindendo dai mutamenti dati dall’età che incalza, sono ottimi spunti per sconfiggere la monotonia e per non ritrovarsi a vivere con una persona che diventa sconosciuta. Nulla è scontato, nulla rimane immutato, nulla è dovuto. Forse solo coltivando, ogni giorno, dicendosi ogni istante di sì, si può avere il piacere sereno e gioioso di continuare a camminare insieme lungo la strada della vita che ci è concessa!

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